Nostalgia e Furore

Il Furore appartiene alla pittura di storia o di azione. Prende corpo nei muscoli dei cavalli con gli zoccoli in aria, nei gesti dei guerrieri dalle orbite iniettate di sangue e nelle spade luccicanti contro cieli lividi. La nostalgia invece è pittura pura. Fatta di luce, spazio, atmosfera. E’ della stessa materia della nostalgia la stanza di Vermeer dove gli uomini e le donne sono sospesi immobili in un tempo senza storia che è solo il loro tempo. E’ nostalgia l’attesa pacata delle donne di Bonnard con le vesti che si confondono con i ramages della tappezzeria. Ed è nostalgia persino il San Girolamo filosofo immerso nella polvere dei suoi libri e dei suoi pensieri. La nostalgia come tutti i sentimenti che non appartengono alla Storia maiuscola, segna la nascita della pittura pura. Costruzione dell’immagine che si nutre di se stessa. E dal momento che gli artisti sono prima di tutto costruttori di immagine e di immaginario, non importa se a cementare i mattoni siano un pennello o i pixel di una foto. Solo gli elementi del quadro nel loro liquido e misterioso equilibrio sono in grado di esprimere il sentimento. Elementi apparentemente banali come nella foto di Simon d’Exéa, brandelli di realtà che una scintilla chimica fa coincidere con la loro rappresentazione. La tenda azzurra che qualcuno avrà pure con accudimento  lasciato cadere nel vano della finestra e che  qui diventa una quinta. La prospettiva tesa delle mattonelle del pavimento che disegna uno spazio concentrato come i pensieri del suo abitante. La luce chiara e radente che sfuma le ombre e alleggerisce il pensiero. E il riquadro bianco fatto di vuoto e di pieno come uno spazio meditativo che si può attraversare o contemplare, luogo puro e ipotetico. Perché solo in questo tempo congelato e fermato in un attimo eterno, la nostalgia, il più fugace tra i sentimenti, trova spazio per raccontarsi nella verità di un’unica immagine. Questa: che disegna l'attesa di qualcosa che sta per accadere. Non sappiamo cosa sia, non sappiamo chi lui sia, ma viviamo esattamente la sua stessa emozione.

 

Alessandra Mammì

Simon d'Exéa Photographer – Contemporary art, Architecture, Fine art, Still life, Portrait, Wedding, photography

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